Nota per Michele Emiliano


Caro Presidente Emiliano,

auguri di buon anno da parte del movimento politico “Senso Civico un Nuovo Ulivo Per la Puglia”. E grazie. Grazie perché in quest’anno così duro e particolare ci hai riportato la speranza: la tua elezione ha consentito di scongiurare il pericolo di una destra aggressiva, opaca, intollerante, che avrebbe riportato la Puglia ad essere nello stesso Meridione una periferia della periferia.

Ci hai portato doni, caro Presidente, ma fra questi, nei giorni successivi alle elezioni, abbiamo anche trovato pezzi di carbone. In quanto tuoi sostenitori e co-autori della tua vittoria elettorale abbiamo deciso di scriverti affinché tu possa “decarbonizzare”. E non solo nel senso più letterale e pratico. I primi pezzi di carbone da eliminare riguardano il rapporto con la nostra lista e con il nostro movimento civico. Come ben sai la nostra lista ha ottenuto il sostegno di circa 70.000 elettori che l’hanno consapevolmente scelta a rappresentarli, più del 4% dei voti offerti al consolidamento della coalizione di centrosinistra.

Il suo ingresso in Consiglio regionale sarà deciso a gennaio, a fronte dell’esito del ricorso al TAR. E però Senso Civico aveva già tutti i requisiti per partecipare alla composizione della giunta; aveva ed ha in sé persone capaci, ideali e valori meritevoli ed anche leggi. Sì, buone leggi portate avanti con determinazione dai nostri assessori e dai nostri consiglieri regionali nella scorsa legislatura. Leggi che miravano a migliorare la qualità della vita delle persone, la bellezza delle città, la rigenerazione urbana, lo stop al consumo del suolo, il recupero produttivo e paesaggistico delle aree colpite dalla Xylella, gli incentivi ai pescatori per lo smaltimento della plastica, l’istituzione del servizio di psicologia di base e delle cure primarie che va nella direzione di quel potenziamento della medicina territoriale che ormai da più parti è inteso come l’unica soluzione alle crisi e alle emergenze sanitarie. Per noi l’attuazione di queste leggi rimane una priorità e perciò vogliamo incontrarti perché tu ci dica se, quando e quanto contribuiscano alla tua agenda politica.

Per noi il verbo “decarbonizzare” riguarda anche la concezione dell’agenda politica. Che non sia liquida, come i criteri adottati nella composizione della tua giunta: non è ben comprensibile se le nomine assessorili siano frutto di regole condivise, di programmi condivisi, di quella trasparenza e comunicabilità delle scelte che dovrebbe caratterizzare sempre la buona politica. Noi stessi, nonostante la nostra esperienza politica, abbiamo difficoltà a individuarli questi criteri.

Ti chiederemo dunque di aiutarci a decifrarli, caro Presidente, nel nostro incontro. Perché, intanto, tutto è confuso. Non riusciamo a comprendere la prospettiva di governo in alcuni importanti segmenti della nostra terra come l’ambiente, i rifiuti, la rigenerazione urbana, le risorse idriche, il paesaggio, le politiche abitative. Inoltre, come non constatare il disagio che si vive nella Sanità (basta ascoltare la rabbia dei medici e il pianto dei nostri cittadini, oltre che leggere qualche dato), o attendere che si risolvano “questioni politiche” per affrontare le problematiche del Welfare, in un momento in cui le tensioni sociali sono palpabili, in cui le diseguaglianze aumentano, le politiche di welfare sono l’unica difesa contro il disagio, l’esclusione, la devianza, la povertà educativa. O ancora, un confronto sui temi della cultura, del turismo che non siano solo “virtuali” e che, per quanto ci riguarda, sarebbe fondamentale avviare al più presto. Il ritardo nell’attivare adeguate politiche sociali è però il più grave punto dolente, caro Presidente.

I pezzi di carbone rischiano di inquinare soprattutto il futuro. Mai, da anni e anni, la situazione è stata così drammatica. Siamo circondati dalla morte e dal dolore, la vita è come sospesa, i giovani perdono la loro età e le loro speranze. Di fronte a questo desolante scenario, la politica ha un dovere che non è solo di natura amministrativa, ma è soprattutto un dovere etico, un imperativo categorico. Deve, con una funzione salvifica e anche utopica per riaprire l’orizzonte, ridare prospettive ai cittadini; e per farlo deve avere sia una grande capacità di gestione sia una grande capacità di visione. Ed è proprio questa che chiediamo. La visione sarà, nei prossimi anni, il tuo più gravoso compito. Sarà tuo compito vigilare su come spendere le risorse del SURE, del MES (se l’Italia, come auspichiamo, deciderà di avvalersene) e le altre risorse europee che alla nostra Puglia potrebbero arrivare dal “Recovery Fund”, che noi preferiamo chiamare “Next Generation UE”, per sottolineare che il destinatario di tali risorse è il futuro, sono le nuove generazioni, è la rinascita del Paese. Per questo, come già ricordato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nel suo intervento all’apertura della settimana delle Regioni UE, (“saranno le Regioni e le città al centro del Next Generation EU”) occorreranno strategie e patti con i cittadini, patti fondati sul senso civico delle classi dirigenti e sul più ampio coinvolgimento di movimenti e partiti, di enti locali e associazioni sindacali e imprenditoriali, di scuole e università.

Dentro questa idea di governance integrata, noi di Senso Civico ci vogliamo essere. Nella nostra visione, occorre subito un patto per la salute pubblica, per il benessere collettivo, per la inclusione delle persone fragili e, perché no, per restituire il senso di una felicità civile. Occorre un patto per il lavoro, che miri ad una crescita inclusiva e sostenibile e per una economia a misura d’uomo. Occorre un patto per offrire più sostegno agli agricoltori colpiti drammaticamente dalla pandemia e per ribadire ancora una volta il nostro pieno e convinto no ai dazi a difesa delle nostre eccellenze agroalimentari uniche al mondo e ai nostri prodotti DOP e IGP. Occorre un patto per la difesa del mare e la riqualificazione della costa, per il recupero e la valorizzazione dei beni paesaggistici e culturali e degli spazi urbani, a cominciare dalle periferie. Occorre un patto per i giovani, per potenziare le loro possibilità di lavoro, di studio, di ricerca, di creatività, di inventiva e di manualità e restituire loro il diritto di rimanere a casa, in Puglia, per arricchire le nostre comunità. Ci vuole infine un patto – ed è il più difficile – per contribuire anche dalla Puglia, a salvare il pianeta, un patto che, come dice la Commissione europea, sappia contrastare i cambiamenti climatici e le crisi ambientali. In tale contesto, il Green New Deal europeo è il perno della rinascita dell’UE: indicato come priorità strategica e collocato al centro del Piano della ripresa. La Puglia, caro Presidente, è una regione splendida, privilegiata. L’ha resa così la sua storia millenaria, il suo essere una regione-cerniera con una posizione geopolitica nel Mediterraneo di assoluta centralità. Nei prossimi anni potrebbe diventare il cuore della rinascita del Mezzogiorno oppure diventare il teatro di tutti i conflitti, di tutti i disagi. Dipende dalla politica: ad essa spetta il compito di tutelare i destini e la vita di tutti e, perciò, essa migliora quanto più è condivisa. Noi vogliamo contribuire con le nostre idee, proposte e il nostro impegno a migliorare la qualità della nostra regione, pertanto, caro Presidente, attendiamo di poterti incontrare per confrontarci.

Buon 2021 a te e alla Puglia

One comment on “Nota per Michele Emiliano

Maria Tomai

Ottimo messaggio critico ma costruttivo con spirito di condivisione e collaborazione con le istituzioni

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